Real de Catorce: una perla tra le montagne

Avete presente l’amore a prima vista? Con Real de Catorce è stato così.

È un piccolo paese di altura, perfettamente incastonato tra le montagne, a 2700 m. Vi abitano poco più di 1300 persone, giusto per darvi l’idea delle dimensioni. Il clima è decisamente caldo di giorno, mentre la notte le temperature si abbassano notevolmente. 

Real de Catorce. vista panoramica
Real de Catorce. Messico, 2021

Il paese

L’unica via per accedervi è una galleria scavata nella montagna, il Tunnel de Ogarrio, lungo circa 2 km. Non ci sono luci all’interno e le pareti sono piene di sporgenze….un’esperienza unica passarci con il piccolo autobus su cui eravamo.

Tunnel dell'Ogarrio.
Tunnel de Ogarrio, Real de Catorce. Messico, 2021

Tutto fatto di pietra, questo paesino ha un piccolo centro dove si trova la classica Plaza des Armas (presente in molte città messicane, è la piazza maggiore), e poi è tutto abarrotes, mercatini e caballeros. Le persone vivono in case umili, alcune delle quali da loro stessi costruite. Hanno molto tempo libero tra un turista e l’altro, sembrano davvero sereni, tranquilli. 

La passeggiata del destino

A nord, appena fuori dal paese, ci sono diverse tenute di cavalli, e ancora più a nord, un campo sportivo. A proposito di quest’ultimo, ci siamo finiti per sbaglio una sera, passeggiando al crepuscolo. Praticamente tutta la gioventù di Real de Catorce era riunita lì, tra ragazzi che giocavano a pallavolo e a calcetto. Osservarli è stata un’esperienza le cui emozioni, se potessi, le regalerei alle persone che amo. Aggregazione, gioco, comunità, spirito, felicità. Tutto insieme dentro quel palazzetto.

Quella passeggiata al crepuscolo potrei definirla la passeggiata del destino, una di quelle cose che all’inizio non sei sicuro di fare, ma poi ringrazi il destino di aver insistito con te stesso. Perchè? Succedono cose che avresti perso, che ti rendono felice, mentre ti trovi in uno stato d’animo privo di aspettative. Scopri una palazzina di pietra a bordo della collina, isolata, dove decine di ragazzi si divertono genuinamente. Incontri un caballero che ti propone di fare un giro con i suoi cavalli l’indomani. Certo, è il suo lavoro, ma quando trovi queste persone di giorno, in piazza, in mezzo ai turisti, non ci dai ascolto perchè sai che vogliono venderti qualcosa di turistico. Quindi passi oltre. Quell’uomo certo stava facendo il suo lavoro, ma ci ha colto impreparati, si può dire, e ci siamo fermati ad ascoltare. Poteva essere un’esperienza unica, potevamo pensarci. 

La gita a cavallo

La mattina dopo siamo andati a casa di questo caballero, e insieme a lui (si chiamava Benito) siamo partiti. Su sulle montagne, a oltre 3000 metri, a cavallo. Abbiamo visto il Pueblo Fantasma, antica roccaforte spagnola di miniere, e ci siamo scottati tantissimo, perché non abbiamo pensato che a certe altezze il sole batte forte. 

Era la prima volta che andavo a  cavallo, ho avuto paura in certi momenti, quando pareva che volesse andare dritto nel burrone, ma un cavallo sa bene dove mettere le zampe. Quando l’ho capito, e mi sono fidata, è stato tutto come fosse la cosa più bella. Un’esperienza incredibile, anche se la mia schiena potrebbe avere qualcosa da ridire.

A cavallo sulle montagne sopra Real de Catorce.
Salendo sulle colline di Real de Catorce. Messico, 2021

Quell’uomo con cui siamo andati a cavallo mi ha fatto una bellissima impressione. Mi ha lasciato addosso l’essenza di questo paese, dove la gente si guadagna da vivere con quello che ha e non pretende di più. Tanto che mi sono domandata come facciano a sopravvivere con queste piccole attività, legate perlopiù al turismo. Certo, non vanno mai in vacanza probabilmente, ma che importa a loro, che stanno qui tra le montagne, in un posto da sogno? Molti non sono mai usciti dal Messico. A me che sono figlia di una cultura globalizzata e globalizzante sembra assurdo che una persona non abbia mai visto il mondo fuori dal paese natìo, ma è solo il mio punto di vista. A Real de Catorce ci sono altri punti di vista

Ingresso al paese, stradina di pietra.
Via principale. Real de Catorce, Messico, 2021

Pensieri e parole

A Real de Catorce la vita scorre lenta, la gente sta bene. Tutto questo mi mette un senso di gioia addosso, ed è bellissimo. È un modo di vivere totalmente diverso da quello a cui siamo abituati noi, con i nostri lavori stressanti e i ritmi frenetici. Eppure questa gente vive, e vive bene lo stesso. Vedere questi ambienti rafforza il perchè del mio viaggio: amo scoprire com’è il mondo fuori dalla mia piccola realtà.

La serenità con cui le persone fanno quello che fanno, con cui ti dicono che è da 30 anni che allevano cavalli per fare i tour e non hanno mai fatto altro, mi fa pensare a quanto tempo perdiamo preoccupandoci per banalità, per cose superflue, perchè non abbiamo quella cosa che vorremmo avere o non possiamo fare tutto quello che vogliamo. Mi si stringe il cuore davvero quando vedo queste persone, perché mi fanno anche un po’ d’invidia. Noi abbiamo molto di più in termini materiali e di possibilità, eppure siamo ancora capaci di lamentarci. Anzi, forse è proprio perché abbiamo la possibilità di fare e avere tante cose che siamo infelici. La possibilità stessa, estesa all’infinito, crea il disagio di doverla realizzare.

L’essenza, in verità, è dentro di noi, possiamo anche girare mezzo mondo alla ricerca delle risposte, ma se non diventiamo consapevoli di ciò, non troveremo nulla.

È una delle rare volte che un luogo mi fa questo effetto. Mi mancherà tanto. Mi ha salutato con un ultimo tramonto spettacolare, che non dimenticherò mai.

Ringrazio la vita che ho scelto e ringrazio Real de Catorce, che mi ha regalato un ultimo, magnifico, tramonto. Lascerò un pezzo del mio cuore qui. Spero un giorno di tornarci.

Vista della città da una viuzza.
Tiendas lungo la strada. Real de Catorce, Messico, 2021

Conclusioni

E così la nostra avventura on the road da Città del Messico a Real de Catorce si è conclusa. Sono molto contenta di aver intrapreso questo viaggio, ho visto posti pazzeschi e incontrato persone bellissime.

Dal bellissimo borgo di San Miguel de Allende, al fascino pieno di storia di Guanajuato, alla bellezza decadente di San Luis Potosì: rifarei tutto dall’inizio.

É stato faticoso dal punto di vista fisico, perchè eravamo sempre in movimento, ma ne è valsa tutta la pena. Adesso possiamo dare il via alla seconda fase del nostro viaggio in Messico: l’esplorazione della riviera dei Maya.

Hasta luego!

aurora
aurora

Ciao, sono Aurora - blogger, copywriter e minimalista creativa.
Nella vita scrivo, viaggio, imparo, sbaglio e pongo rimedio agli sbagli.
Amante degli anni '80, della musica new wave e del buon vino.

Articoli: 42

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *