La mia vita a Kalyves, Creta

Viene il tempo per ogni cosa, e oggi è il tempo di raccontare i mesi vissuti a Kalyves.

Come racconto qui, ad agosto io e Marco abbiamo deciso di andare a Creta a trascorrere le ferie, ma avevamo già in mente di fermarci anche successivamente.

Kalyves è una piccola cittadina vicina a Chania, Creta. Qui decidiamo di fermarci, dopo aver visitato in lungo e in largo l’isola.

Non è stato facile trovare un appartamento, per diverse ragioni. Volevamo un affitto con prezzi da lungo termine, senza però vincolarci in un lungo termine. Lo volevamo dai primi di settembre, periodo ancora di alta stagione a Creta e quindi di alta richiesta. Doveva essere vicino ad un supermercato, perché non avendo la macchina avremmo dovuto raggiungere ogni luogo a piedi.

Dopo diversi tentativi, riesco finalmente a trovare una ragazza che affitta appartamenti in diverse zone dell’isola. Ce ne propone uno a 370,00 € al mese (esclusa l’elettricità), fronte mare, in questo paesino che mi dava proprio la sensazione di casa.

Ci trasferiamo a Kalyves il 20 settembre, dopo aver soggiornato in due ostelli a Chania (Kumba e Cocoon) in attesa che l’appartamento si liberasse.

Ecco cosa mi è rimasto nel cuore.

Le lunghe passeggiate

Adoro camminare. E adoro ancor di più farlo in posti nuovi. Nei miei due mesi a Kalyves ho camminato spesso, sia per scoprire il paese, esplorando le stradine più nascoste, sia per riprendermi da intense giornate di lavoro.

Kalyves è una cittadina sul mare, attraversata da un’unica strada che la collega alle città più grandi. Alle sue spalle iniziano già le colline, che rendono questo paesino un saliscendi di stradine.

Era quindi solo questione di scegliere il lungomare o la collina.

Spesso, finito lavoro, attraversavo la strada per raggiungere le spiaggia. Il mare mi ha sempre dato una bella sensazione, come di eterno. Quell’eterno che ridimensiona tutto, perfino i problemi che sembrano insormontabili. Il mare ha il potere della relativizzazione.

Spiaggia di Kalyves, Creta
Lungomare Kalyves

Altre volte sceglievo la collina, e allora potevo vedere Kalyves dall’alto, lì dove non c’era nessuno e solo il silenzio accompagnava il mio sguardo.

Panorama su Kalyves, Creta
Kalyves vista dall’alto

Apicorno, il mio bar preferito 

Per questo posto devo ringraziare Marco, che l’ha scoperto per primo. Conoscendomi, mi ci ha portato e mi sono subito innamorata. 

È una semplice birreria, l’unica del paese, di quelle con il mega schermo per le partite. Ma avevano un’ottima birra ed un accogliente giardinetto esterno a qualche metro dal mare.

Come tante altre cose a Kalyves, non aveva nulla di particolarmente speciale, oggettivamente, ma sono le sensazioni vissute che creano la magia. Io lì, ogni volta, mi ci sentivo bene. 

Mi sedevo al banco, ordinavo la mia birra artigianale, scambiavo due parole col barista, chiacchieravo con Marco, guardavo fuori il mare.

L’accoglienza della padrona di casa

L’abbiamo sempre chiamata “la signora”, perché non ricordavamo il suo nome, o forse non lo sapevamo affatto. Quando ci siamo presentati, era con sua nuora – la ragazza che avevo contattato per l’appartamento -, e, complice la difficoltà di comunicazione dovuta alla loro scarsa conoscenza dell’inglese, non abbiamo probabilmente concentrato le nostre energie nel ricordare il nome.

Era gentilissima, sempre disponibile. La incrociavo ogni giorno nel condominio, alcune volte accoglieva gli ospiti, altre puliva le zone comuni. Mancavano alcuni essenziali nell’appartamento che ho dovuto chiederle (scolapasta, attrezzi per pulire, alcune pentole), e non mancava mai di farceli avere. Con estrema discrezione, anche, perché li lasciava sul tavolino appena fuori della nostra porta, in modo che ce ne accorgessimo uscendo.

Un giorno mi ha offerto una bottiglia di vino bianco fatto in casa. Quando ce ne siamo andati ci ha lasciato delle saponette fatte a mano, molto probabilmente dalla sua famiglia (così come il vino). Una di quelle saponette la sto ancora usando.

Sembrano cose da nulla, eppure non è affatto scontato che una persona che non ti conosce ti doni qualcosa senza che tu gliel’abbia chiesto. La sua gentilezza ha sicuramente reso migliore la nostra permanenza. Si chiama Sonia.

Il cibo locale

È risaputo, la cucina greca è una delle più buone. A Kalyves ho mangiato spesso del gustosissimo pesce, grandi piatti centrali con misto di pesce alla griglia perlopiù. Mettiamoci in più che li mangiavo seduta al tavolo di ristoranti fronte mare, non saprei che altro chiedere dalla vita.

Ma non di solo pesce è fatta la cucina greca. Ho avuto l’occasione di assaggiare le tipiche costolette d’agnello con la salsa tsatsiki. Certamente un gusto forte, ma soddisfacenti per il palato.

Altro piatto tipico che mi è capitato di mangiare spesso (anche perché molto economico) è il pita gyros, una sorta di piadina arrotolata con ripieno di carne e verdure. Costa dai 3 ai 3,50 € ed è di fatto un pasto completo, assolutamente saziante. 

Le buone abitudini acquisite

Nella quotidianità dei miei giorni a Kalyves, ho introdotto una routine mattiniera che ancora adesso mantengo. 

La premessa è che mi trovavo ad avere molto tempo la mattina, prima di iniziare lavoro, per due motivi essenziali. Il fuso orario, che faceva sì che potessi iniziare lavoro alle 10.00, e l’assenza di persiane. Sì, l’assenza di scuri alle finestre, cosa che ho vissuto in tutti i posti del mondo in cui sono stata, perché a quanto pare è un’usanza prettamente italiana.

Essendo abituata ad avere il buio più totale in camera, quindi, la mattina mi svegliavo sempre presto, quando i primi raggi di sole cominciavano a filtrare attraverso il pesante tendaggio della stanza.

Così, da quando mi svegliavo all’orario di inizio lavoro mi restavano 2 ore. Ho iniziato quindi a meditare, come prima cosa dopo il caffè, e poco alla volta ho introdotto anche una mezz’ora di yoga. Non avevo idea di quali benefici questa abitudine mi avrebbe portato, ma ora che lo faccio da almeno tre mesi so che è stata un’ottima idea. Inizio la giornata molto meglio, più rilassata, più in tempo con me stessa, più equilibrata. 

Di Kalyves mi rimarranno ricordi dolci e amari. Mi resterà la dolcezza delle colazioni in terrazza a guardare il mare, della calda luce dei tramonti, della gentilezza delle persone. Mi accompagnerà l’amarezza di aver vissuto momenti di vita che non torneranno più.

C’est la vie!

Un abbraccio 🙂

aurora
aurora

Ciao, sono Aurora - blogger, copywriter e minimalista creativa.
Nella vita scrivo, viaggio, imparo, sbaglio e pongo rimedio agli sbagli.
Amante degli anni '80, della musica new wave e del buon vino.

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